“Non c’è nulla dietro la facciata”. Le rivelazioni di un timido rubacuori: “la star di ‘Twilight’ ci parla della fama, del fanatismo che lo riguarda e di ‘Remember Me’.
Focus: non hai mai più voluto vedere ‘Twilight’, dicevi, è ancora così?
Robert: No, i miei genitori hanno voluto che lo rivedessi a Natale. Abbiamo guardato alcuni dei miei film. Ero riuscito ad evitarlo finora.
F: Ma perché?
R: Perché? perché non puoi cambiare nulla una volta che un film è finito. Non puoi migliorare la tua interpretazione, non puoi fare nulla. Quindi non serve a nulla, piuttosto il contrario. Corri il rischio di essere ipercritico con te stesso. Oppure scopri qualcosa della tua interpretazione che ti piace molto e allora cerchi di rifarlo nel tuo film successivo. E’ veramente controproducente. Trovo che sia molto interessante gurdare le diverse riprese sul monitor mentre stai recitando.
F: Hai detto una volta che ti sembra di imbrogliare sullo schermo …
R: Beh, non è poi una cosa cattiva …
F: Il fatto che migliaia di ragazze cadano ai tuoi piedi non è abbastanza convincente?
R: Sono sempre stato un insicuro. Questo è forse il mio peggiore difetto. Ma forse anche il mio maggior pregio. In qualche modo non credo a chi dice bene di me. Quello che penso nella mia testa urla più forte. E può essere spaventoso.
F: Quando il fanatismo per ‘Twilight’ è iniziato sembravi non essere molto a tuo agio nella tua famosa pelle …
R: E’ successo tutto così in fretta. Il 2008 è stata una vera follia. All’inizio dell’anno un sacco di cose erano andate storte. Mi sono arrivate delle tasse da pagare e volevo veramente abbandonare il mestiere di attore. Poi è arrivato ‘Twilight’ e ho pensato ‘ok, farò ancora questo piccolo film’. E poi tutto è cambiato, velocemente. Ricordo il giorno esatto. Tre mesi prima della première, una rivista aveva una mia foto in copertina e sono diventato improvvisamente famoso. Al mattino ancora scendevo in strada senza che nessuno mi desse una seconda occhiata. Al pomeriggio tutti mi guardavano. La rapidità di questo cambiamento è stata incredibile. Ciononostante, darei a quell’anno dieci su dieci. E’ stato come guidare un treno che mi avrebbe portato a una destinazione fantastica…
F: … che non si è rivelata poi così fantastica?
R: Lo scorso anno è stato molto difficile. Ho dovuto imparare ad accettare gli aspetti negativi e abituarmi a questa mia nuova realtà, come i paparazzi e così via. Mi piacerebbe che tutto fosse ancora come all’inizio, quando ancora tutta questa eccitazione mi divertiva.
F: In ‘Remember Me’ interpreti la parte di un ragazzo che ha dovuto crescere molto in fretta. C’è qualcosa di simile alla tua vita?
R: Ad essere onesto, penso che per me sia stato l’opposto. Mi sento anche più ragazzo fino a due anni fa. E’ come una regressione. Continuo a fare le stesse cose che dicevo nelle interviste allora. Questo fatto ha inibito la mia soggettività. Durante ‘New Moon’ stiamo stati letteralmente chiusi a chiave in un hotel per tre mesi. Sono esperienze che influenzano la tua personalità.
F: Ad esempio?
R: Sto girando ‘Bel-Ami’ con il regista Declan Donnellan. Lui si occupa abitualmente di produzioni teatrali e quindi si aspetta che uno sappia a memoria tutto il testo, come fa un attore teatrale. Non proprio un colpo di fortuna. Mi ha capire quanto la mia memoria fosse diventata fragile. Per ‘Twilight’ c’è sempre qualcuno che si prende cura di tutto e può venirti incontro. Leggo molto sul set, ma appena chiudo il libro dimentico anche l’ultima frase che ho letto.
F: E’ per questo che hai accettato di fare molti altri film durante le riprese della trilogia di ‘Twilight’? Per provare qualcosa a te stesso?
R: Sì, forse. Per me è stato l’opposto che per molti altri attori. Hanno dovuto accettare almeno 20 ruoli secondari prima di avere un ruolo da protagonisti. Se lo sono dovuti guadagnare e il pubblico lo accetta facilmente. Mi piacerebbe avere un ruolo secondario, magari da portinaio e senza una battuta. Ma non me lo lasciano fare!
F: Quindi è per questo che accetti piccolo progetti come ‘Remember Me’?
R: Alla fine sì. E anche perché il processo produttivo è molto diverso. Sono stato coinvolto nel progetto di ‘RM’ fin dall’inizio, fin da quando si doveva scegliere il tono e l’atmosfera del film. Erano in pochi a decidere e mi è stato permesso di sviluppare il mio ruolo e il mio personaggio. E’ stato davvero affascinante.
F: E molto diverso da ‘Twilight’?
R: Certamente. In un mega progetto come quello, devi presentarti sul set, recitare le tue battute e finisce lì. Mi capita spesso di leggere delle sceneggiature e di sapere già tutto … ‘ok, questo è un nerd, quest’altro è un ribelle’. Tyler il mio personaggio in ‘Remember Me’ mi somiglia, è più reale di tutti quegli stereotipi. E’ come una tela vuota che deve essere dipinta.
R: Quindi ti senti una tela vuota?
R: Sì, è questo che ho detto no? Dietro la facciata non c’è nulla, assolutamente nulla. (’Perché non ci credo?’ dice Kate di robsessed)
F: Molti attori dicono che danno talmente tanto di sé sulla scena che poi non sanno chi sono quando sono a casa.
R: Seriamente, posso capire questo sentimento. Avevo paura di tutte queste interviste oggi. Mentre giravo RM sapevo esattamente quello che volevo mostrare di Tyler, che lo volevo pieno di contraddizione e di conflitti interiori. Ma ora posso a mala pena raccontarlo. Ma posso assicurarti che le sensazioni erano molto forti.
F: Come vive la tua famiglia questa tua notorietà?
R: Ci siamo abituati tutti. Soprattutto le mie sorelle mi aiutano molto. Da quando sono tornato a Londra vogliono comprarmi di tutto. Quando poco tempo fa mi sono ammalato, un raffreddore, mi stavano sempre intorno e mi portavano il brodo. (Sempre Kate: CHE COSA??? Perché non mi hai chiamato Rob??? Quante volte te l’ho detto che ti avrei portato volentieri il brodo se ti fossi ammalato, ti giuro che il mio secondo nome è Florence Nightingale). Pensano che non possa più uscire di casa senza essere inseguito dai paparazzi.
F: Ed è vero?
R: Sì, abbastanza. Girare ‘Remember Me’ è stata un’esperienza dura. Giravamo gli esterni a New York e le strade non erano state chiuse. C’erano almeno 40 fotografi sul set, ogni giorno. Abbiamo dovute doppiare tutte le scene per non sentire i rumori delle macchine fotografiche. Un vero caos. Uno dei paparazzi ha anche colpito in faccia l’aiuto regista.
F: Non c’è dubbio che in alcune foto sembri veramente arrabbiato?
R: Nel film c’è una scena dove sono seduto sulle scale e parlo con la mia partner Emilie de Ravin. Dovevo sembrare triste, ma c’erano almeno 30 persone che in quel momento mi stavano dicendo ‘Hey Rob, Rob guardaci! Gira la testa Rob!’. Il regista si è accorto che stavo diventando sempre più arrabbiato. Così mi ha detto di immaginare di colpire in faccia uno dei fotografi … e questo mi ha aiutato. E tutto a un tratto ero triste.
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