Dopo le scan che vi abbiamo mostrato l'altro giorno adesso vi mostriamo l'intervista fatta a Kristen che contiene anche uno scoopppp!
Buona letturaaa:
Dopo quattro anni passati ad essere l’immagine del famoso Twilight,
Kristen Stewart sta uscendo dal buio.
Qui la sposa vampira apre il suo cuore sulla sua paura per la sua vita
nel terremoto culturale di Hollywood, affondando i denti in Kerouac e
dicendo ‘
ciao, Bella’.
Hollywood è un posto in cui è difficile nascondersi.
Specialmente quando tutti intorno a te sembrano essere disposti a
vendere la loro stessa nonna per farsi vedere, sentire, registrare,
pagare, poi vedere, sentire, registrare e pagare (il doppio) per fare il
sequel (in 3D) con Jason Flemying (che interpreta il cattivo), Andy
Serkis (nei panni di una scimmia curiosa con un’avversione per
l’umanità) e Hans Zimmer (che domina il punteggio).
Ma come sostengono
svariati agenti di Audi R8-leasing di Los Angeles; se stai cercando una vita calma e tranquilla, devi stare il più lontano possibile da Hollywood.
Esci dal Gioco. Torna al tuo allevamento di maiali con i tuoi cugini ad
Albuquerque, New Mexico. Torna a casa. Fai dei figli. Insegna.
Dimenticati della tua piccola e sciocca favola da star dei film…
Ma vuoi essere una star? Vuoi essere
famoso? Allora scendi dal divano, zuccherino, e ti incontrerò – senza il
tuo abilitante – stasera al Chateau, camera 69, per oltrepassare le tue
“motivazioni”. Oh, ma vuoi fare l’attore? Qualcuno rispettabile nel tuo
campo? Bene, ho sentito che sono in cerca di qualcuno per una doppia di
fianco al condominio di James Lipton a TriBeCa.
Dopo cinque anni di
fallimenti ci vedremo al Mel’s Drive-In, sulla Sunset Boulevard, dove
farai il cameriere per il resto della tua esaltata, triste, solitaria,
preziosa e piccola vita.
Scrivi la mia ordinazione! Un OJ fresco [si tratta di una bevanda], pancakes integrali, un piatto di huevos rancheros con due uova semplici e una spolverata di nonaccadràmai.
Basta così, gioia. E chiudi la porta – della tua carriera – quando te ne vai.
“Slam!”
Una scena del genere potrebbe essere un
pò di impatto, ma non significa che non sia mai accaduto.
Per essere una
star di Hollywood prendi una buona dose di fortuna, un reality tv show,
un pit bull come agente, un riscatto dalla dipendenza, diverse multe
per guida in stato di ebrezza e una spettacolare ricaduta o, proprio
come ultima cosa, una bella fetta di combattuto nepotismo.
Per essere un
grande attore, però – non importa quanto tu possa essere scettico su
questa industria – serve ancora il talento.
Fortunatamente Kristen
Stewart – la bellissima star ventunenne del franchise di Twilight – non è
di Albuquerque, non ha cugini che allevano maiali (per quanto ne
sappiamo), non ha mai messo volontariamente i piedi in testa al suo
agente (a meno che, ovviamente, fosse per raggiungere il suo viso con il
suo pugno – con tre fratelli quella ragazza sa badare a se stessa), né è
mai stata in qualche modo vicina alla ‘Mecca’ di questa industria,
ovvero il Chateau Marmont.
In breve, a parte il suo conto in banca
(all’inizio di quest’anno Forbes ha inserito i suoi guadagni nella lista
insieme a quelli di Julia Roberts), Kristen Stewart non ha niente di
“Hollywood”.
In realtà quest’ultimo punto non è vero.
Kristen è stata allo Chateau. Più o meno un milione e mezzo di volte. E
dire che non è il suo tipo di ambiente, sarebbe come dire che Dominique
Strauss-Kahn sta cercando un aiuto domestico. E’ solo un dato di fatto.
“Penso solo che se fossimo andati lì [al Chateau] mi sarei guardata le spalle per tutto il tempo”
concorda Kristen mentre ci sediamo in un polveroso ristorante messicano
lontano circa un’ora dalla civiltà.
Situato fra le montagne del Topanga
Canyon, il ristorante è una baracca familiare dove ogni birra fredda
viene accompagnata da un cestino rosso e di plastica contenente dei
caldi nachos ed una dolce salsa fatta in casa.
Il posto mi ricorda di
ogni sala di attesa per le montagne russe Disney in cui sono stato. “E’ più o meno l’unico posto a Los Angeles in cui posso venire e avere un briciolo di invisibilità. E” – la sua delicata, bellissima e raffinata capacità di perdere all’improvviso l’umorismo – “io preferisco che sia così.”
E’ chiaro che Kristen sia protettiva
verso il suo territorio. Anche in questo posto sicuro, la sua voce
spesso diventa un sussurro mentre un altro cliente irrompe dalla porta
sul resto della baracca.
Non la chiamerei paranoia, ma lei è ovviamente
un pò nervosa in mezzo a degli estranei. Specialmente con i giornalisti.
Non c’è da stupirsi.
Sin da quando nel 2007 è stato annunciato che
avrebbe ricoperto il ruolo di “Bella” Swan nell’adattamento
cinematografico dei famosissimi libri della Twilight Saga di Stephenie
Meyer, Kristen è stata osservata.
E osservata. E seguita. E perseguitata.
Inseguita. Braccata. Arringata. Online. Dai paparazzi. Dai fan. Dai
nemici. Dai membri inebetiti del Mumsnet e dai loro gatti.
Lasciando il
segno su delle ragazzine che vogliono mettere i loro artigli su Edward
Cullen, il personaggio interpretato da Robert Pattinson. A Los angeles.
Ad Hollywood. In Inghilterra. Scozia. L’Isola di Wight. Mentre guida la
sua Mini grigia. In taxi. Alle première. Durante le vacanze. Al lavoro.
Non al lavoro. Mentre dorme. Nei suoi sogni. Nei suoi incubi.
Dire che
il successo del franchise sui vampiri ha rivoltato la vita di Kristen
dalla testa ai piedi, dentro e fuori (in maniera brillante, ma anche
terrificante) a tal punto che non sa più dove girarsi, è un eufemismo.
Ma ora, finalmente, così come è successo l’estate scorsa per quei
ragazzini della saga di Harry Potter, “Tutto Finisce”.
“Sì, abbiamo finito. Abbiamo girato tutte le scene.” Il prossimo mese verrà rilasciato Twilight: Breaking Dawn – Part 1,
mentre la seconda parte, in pieno stile moderno volto a guadagnare di
più, verrà rilasciata nel Novembre 2012.
Quindi Kristen è sollevata dal
fatto che sia tutto finito? Il suo racconto è un sorriso ironico, che
poi irrompe in un ghigno nel quale potreste parcheggiare una canoa. “E’
così difficile, in una carriera, avere la sensazione che un capitolo si
stia chiudendo, ma c’è qualcosa di definitivo in questo. Niente più
epicità, scene iconiche…”
Se non fate parte di quei milioni di fan di Twilight – o “Twihards”,
così vengono rinominati – allora siete sicuramente ignari di tutta
l’isteria. Per i Twihards, comunque, l’ultimo film è il momento del
grande bottone rosso, quando l’astinenza crudele cede il passo alla
sfrenata passione (ad esempio quando Bella ed Edward lo fanno in una
cascata).
Prima di tutto, c’è il “Matrimonio”; in Breaking Dawn, il personaggio di Kristen, Bella Swan, finalmente si lega a doppio nodo al vampiro alfa Edward. Poi, “il Parto”;
dopo una notte in slow-motion in cui ha fatto l’amore con il suo
immortale succhiasangue rubacuori, Bella rimane incinta della loro
picola mezza-umana, mezza-vampira cucciola-di-lupo.
“Ero nervosa per la scena del matrimonio” ammette. “Quando ho visto il set, con le panche e le luci, e ho visto tutti lì nei loro costumi, ho pianto. Dio, quel dannato vestito!”
Anche se sa indossare un vestito corto –
cortissimo – per una première, le scelte di Kristen sono dei jeans così
stretti che sembrano disegnati, delle Converse ed una vecchia maglietta
di Rob con degli zombie. “Ero incastrata in quel coso per una
settimana; potevo muovermi a fatica. Ma era davvero cerimoniale.
Sembrava un vero matrimonio.”
Non ci sono dubbi che la giovane donna
seduta di fronte a me, che sta sorseggiando tranquillamente una birra,
con il fumo della sua sigaretta che sale fino agli alberi, si è in
qualche modo trasformata dalla ragazza adolescente che ha intrapreso
questo percorso un pò ingenuamente (sue parole) più di quattro anni fa.
Ha imparato delle lezioni.
“Il momento più importante, quando abbiamo capito che sarebbe stata una cosa enorme, è stato al Comic-Con di San Diego nel 2008.
Era la prima occasione in cui abbiamo promosso Twilight, quindi non
avevamo nessuna aspettativa.
C’erano migliaia e migliaia di persone che
aspettavano noi. Quello è stato il momento in cui abbiamo capito quanto
sarebbe stata potente questa cosa. C’eravamo io, Rob [Pattinson], Ashley
Greene, Taylor [Lautner] e ci siamo guardati in faccia e abbiamo
pensato ‘Cosa diavolo sta succedeno?’.”
Tutte le loro speranze (e paure) si sono presto realizzate. Twilight era destinato a diventare un terremoto culturale in piena regola
e così anche Kristen, insieme all’inglese Pattinson, le star principali
all’interno del vortice, per via dei pettegolezzi sul loro essere o non
essere una coppia al di fuori del set.
Il grande trambusto causato
dall’enorme fanbase è stato presto smorzato dai piani alti della Summit
Entertainment, la compagnia a capo dell’adattamento cinematografico.
Niente rende più spumeggianti i produttori di un film, che la
prospettiva di guadagnare dai giovani ossessionati e facilmente
influenzabili.
O, come sono conosciuti i più ardenti fan di Pattinson
nel mondo di internet, i “Robsessed”. “Da quel momento in
poi, i ragazzi dello studio andavano in giro con il simbolo dei dollari
nei loro occhi. Come, kerching! [onomatopea per il suono dei
registratori di cassa n.d.r.]. E poi è cominciato. La pazzia. Gli
impegni. Le richieste. Le interviste.”
Più le giovani star andavano a fondo nel
franchise, più il fenomeno Twilight esplodeva. Presto ogni aspetto
della loro vita è stato colpito dalla valanga culturale di sete di
sangue. “Il grande salto per me, immagino, è stato quello di avere una guardia del corpo.
E intendo, una che va dovunque vai tu. Un grande uomo che sta al mio
fianco tutto il tempo. Si chiama JB – è il mio uomo. E mi ucciderebbe
per quello che sto per dire, ma anche lui ha un maledetto fansite. Tutte
queste ragazze lo hanno identificato e lo chiamano ‘HBG’ – Hottie
Bodyguard.”
Quando New Moon, il secondo capitolo di
Twilight, è uscito al cinema nel 2009, Kristen e Pattinson avevano paura
ad uscire dal loro albergo per il timore di imbattersi in flash o
twihards. Le immagini delle star mentre fuggono da centinaia di fan in
lacrime per le strade di New York hanno fatto il giro di tutto il mondo.
L’attrice ha mai avuto paura per la sua vita? “Certo.
Voglio dire, le persone sono pazze. Tutti fanno quello che devono per
proteggersi, ma sarebbe falso da parte mia sedermi qui e dire che le
persone non sono pazze.
Sono sicura che un sacco di gente scappa da
questa domanda per assicurarsi di far trasparire il proprio
apprezzamento al 100% e che tutto sia sempre meraviglioso… ma in fin dei
conti le persone sono dannatamente pazze!
Sarei stata davvero contenta
di fare un lavoro dopo l’altro, pagando il mio affitto un film dopo
l’altro. Non ho mai voluto essere così famosa. Non avevo mai immaginato
questo tipo di vita per me.”
Kristen Stewart, una californiana, ha lavorato nel mondo del cinema fin da quando aveva otto anni.
Fin dall’inizio sapeva di essere pronta a combattere per fare il tipo
di lavoro in cui credeva, piuttosto che prendere soldi facili e apparire
nella pubblicità dei cereali con una scimmia parlante.
Non che sapesse
quale tipo di attrice avrebbe voluto realmente diventare, più che altro sapeva quale attrice non voleva diventare.
Il suo primo ruolo vero e proprio è stato nel film indipendente The Safety of Objects,
originariamente un libro di AM Homes che parla di disfunzioni e
disordini in una piccola cittadina dell’America. Kristen interpretava la
figlia maschiaccio di una madre single e problematica (Patricia
Clarckson).
“Ho fatto Safety… verso la fine di quel periodo in cui
credevo che avrei dovuto continuare a recitare. Da piccolo fai dei
provini per un sacco di parti dannatamente imbarazzanti – e le mie
parole sarebbero state più o meno le stesse anche a quell’età…”
Avrete sicuramente notato che Kristen
gode di una buona maledizione. Alcune donne giurano, altre non hanno il
coraggio di buttarsi. Con Kristen, il linguaggio colorito si adatta
perfettamente con il suo astuto spirito indipendente.
“Io penserei
‘In alcun modo’. E’ questo il motivo per cui non mi vengono offerti
tanti ruoli del genere. Vorrei solo andare in mezzo al movimento. Anche
quando stavo iniziando prendevo le cose molto sul serio; non ero il
genere di bambina che voleva fare lo spot di una bambola o fare una
serie di Nickelodeon.
Mi hanno chiesto di fare cose stupide ed io non ero una bambina stupida.”
Kristen è notoriamente imbronciata, con
un’atmosfera da scansafatiche, e spesso viene commentato il suo brutto
temperamento – lo sa.
“E’ divertente. L’altro giorno ho tirato fuori
dall’armadio un vecchio zaino, uno che indossavo da ragazza. È
ricoperto di simboli anarchici, di citazioni e borchie in metallo. Ho
pensato ‘Wow, doveva piacerti veramente!’
A dispetto di quello che pensa
la gente, a scuola seguivo rigorosamente le regole. Mi piaceva il look
da scansafatiche, del tipo ‘Hey, non mi interessa, fai come vuoi’, ma se
non facevo i miei compiti, entravo in panico.”
Nel 2001 Kristen ha avuto la sua grande
occasione ad Hollywood insieme a Jodie Foster quando è stata scelta
dall’influente regista David Fincher per Panic Room.
È un thriller dark, violento ed intelligente su un furto con scasso in una tentacolare Manhattan arenaria.
“E’ stata dura e le riprese erano infinite, come potete aspettarvi da
David.
Lui aveva una figlia più o meno della mia stessa età, quindi
questo ha reso il nostro rapporto più semplice – sapeva come gestire la
situazione. È intenso, ma non conoscevo niente di diverso.”
Dopo Panic Room sono arrivate molte
parti, principalmente Kristen era chiamata per ruoli di ragazze
complesse e intelligenti, usando il suo viso con i suoi capelli castani
mentre attraversavano una qualche crisi, reale o esistenziale, ormonale o
altro.
Speak (2004) era un film per la televisione su una
studentessa del liceo che – dopo essere stata violentata durante una
festa da un popolare atleta – mette fine alla comunicazione verbale con
quelli che la circondano.
L’attrice tredicenne ha ottenuto grandi elogi
dalla critica, soprattutto per il suo approccio maturo ad una tematica
così delicata.
“Ero assolutamente consapevole della tematica del film” dice. “E non è stato per qualcosa che è successo nella mia vita, non proprio. Sono cresciuta in una famiglia felice.”
Poi c’è stato Into The Wild
di Sean Penn, un film del 2007 sulle reali avventure di Christopher
McCandless, un giovane uomo che ha girato l’America facendo l’autostop
nei primi anni ’90 – andando verso nord, in Alaska – nel tentativo di
diventare tutt’uno con la natura, piuttosto che seguire gli ordini dei
suoi genitori e andare al college e avere un lavoro come tutti.
McCandless è stato interpretato divinamente da Emile Hirsch, mentre
Kristen era l’opposta ragazzina dolce che si prende una cotta per il
giovane sognatore.
“Questi bei ruoli sono una testimonianza dei
copioni che mi sono stati dati. Devi essere un mattone o un pezzo di
legno per non essere in grado di interagire con questo materiale.”
Mentre parla, è chiaro che questo non è
semplicemente un supporto esperto di un’attrice che usa un briciolo di
autoironia per il bene della nostra intervista.
Kristen ha infatti una
visione sorprendentemente terrena del suo lavoro e della recitazione in
generale, forse è indicativo su come lei trovi facile l’idea stessa di
diventare qualcuno che non è.
“Io non voglio screditare
l’individualità delle persone, però penso che la gente sia praticamente
la stessa. Le persone sono molto simili. Se hai una buona immaginazione,
allora puoi sentire delle cose che personalmente non hai mai fatto
prima. Questo è recitare.”
Tale punto di vista sulla sua forma
artistica professionale scelta (non che Kristen avrebbe mai chiamato
“forma d’arte” la recitazione, si sospetta) rispecchia il suo punto di
vista piuttosto debole sul suo lavoro quando era solo una recluta.
All’età di soli 13 anni ha detto a una rivista che la recitazione era come “vivere una bugia”.
“Credo che quando ero più giovane
stavo cercando duramente di sembrare senza pretese. A quell’età ero così
amaramente consapevole e così disperata da non suonare come una stupida
totale. Ora non mi sento più così. Credo fosse qualcosa che avevo
sentito dire dai miei genitori.”
I genitori di Kristen lavorano
nell’industria cinematografica, come membri della crew, solidi operai
liberali, dietro la cinepresa.
“I miei genitori mi hanno sempre dato il tormento siccome io la vedevo facile” ammette Kristen.
“Mio padre direbbe cose tipo ‘Oh, vai e siediti nella tua roulotte,
esercitati con le tue battute e menti per vivere’.
Era qualcosa che
dicevo da bambina. Non preoccuparti, ora ho una visione più pretenziosa
della recitazione.”
Ad essere totalmente onesti, avrei
potuto trascorrere la mia vita felicemente senza mai sopportare nemmeno
un minuto del fenomeno di Twilight. I non-morti non fanno per
me, lo sapete.
Come accade, mi ci sono ritrovato in mezzo, con qualcuno
più malvolentieri che con altri, ma non facevano per me, bensì erano
adatti per mia nipote. Se avessi una nipote quattordicenne con astinenza
da porno.
Come ammette Kristen, “Twilight è una tentazione per quelle ragazze innocenti.” Parlando con Kristen del suo prossimo passo nella sua carriera, comunque, anche lei stessa sembra felice di voltare pagina.
L’adattamento di Jack Kerouac di On The Road
verrà rilasciato a Gennaio dell’anno prossimo e Kristen ricopre il
ruolo della bellissima “forte bulletta” Marylou.
Anche se ovviamente in
maniera differente dall’impatto letterario di Twilight della Meyer,
ancora una volta si tratta di un libro con una considerevole fanbase.
Per non parlare del fatto che si tratta di uno dei lavori più seminali
nella letteratura moderna americana. Niente pressioni, allora.
“E’ una cosa grande per me” spiega.
“Sicuramente tutti gli attori prendono incredibilmente sul serio la
responsabilità di trasportare un lavoro simile sul grande schermo.
Ma
sapevamo cosa dovevamo fare; Walter [Salles, il regista del film] lo
aveva chiesto. Abbiamo avuto quattro settimane di prove in cui abbiamo
fatto una sorta di ‘campeggio hippy’ – suona un po’ banale, ma è stato
meraviglioso.
Dovevamo ballare e ascoltare la musica e lui ci ha fatto
vedere Shadows un sacco di volte. Ci sono stati dei biografi di Kerouac
che sono venuti lì e ci hanno parlato e anche la figlia di Marylou – o
meglio, la figlia di LuAnne Henderson [quella su cui si basa Marylou] – è
venuta a passare del tempo con noi e ci ha dato dei consigli
brillanti.”
Kristen era già una fan del libro? “E’ stato il mio primissimo libro preferito.”
Kristen ha deciso di smettere di frequentare la scuola normale all’inizio dell’adolescenza e si è dedicata allo studio da casa,
in parte perché era in giro per le riprese molto spesso e in parte
perché non sentiva che il sistema scolastico la stesse supportando.
“La scuola era diventata veramente spiacevole” spiega.
“Mi sentivo un pò consapevole della situazione causata dalla
recitazione con i miei coetanei, ma anche i miei insegnanti erano
diventati un problema.
Non volevano fare del lavoro extra o tenermi da
parte il materiale così che potessi tenermi in pari mentre ero via. Mi
hanno delusa.
I miei insegnanti mi hanno delusa. Non
uno, ma tutti loro. Mi vergogno sempre un pò, in un certo senso, per
quello che faccio. Sono un pò imbarazzata dalle serie ambizioni che
avevo quando ero più giovane, ma non avrei mai immaginato di avere una
ragione per non andare a scuola. Ma poi è successo.”
Questo per Kristen, attualmente,
significa andare in giro per la campagna inglese a cavallo mentre
brandisce una grande spada in faccia a Charlize Theron. La Theron è la
Regina Cattiva della Biancaneve di Kristen in una reinterpretazione
gotica della famosa storia che è stata riadattata per il grande schermo.
Kristen ha dovuto mettersi in forma per la sua parte, qualcosa che lei non ha mai desiderato o di cui non ha mai sentito il bisogno. “Non
ho mai fatto allenamento prima. Ora ho il permesso di mangiare solo
cose in scatola. Ha funzionato. Inoltre, mi sento più energica e forte.
Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che ero una ragazza da
adolescente. In quel momento non lo avevo mai creduto. Per molto tempo
sembravo un ragazzo. Ora, finalmente, mi sento una donna.”
Snow White and the Huntsman
viene girato intorno al Gloucestershire, e Kristen sta trascorrendo un
bel po’ di tempo in affitto a Notting Hill, Londra.
Il giorno prima,
durante il servizio fotografico per GQ, aveva spiegato che non vedeva
l’ora di vedere di più del Regno Unito, dato che “il mio ragazzo è inglese”, anche se appena ho sollevato di nuovo la questione ‘il sangue è scolato dai suoi stivali’. “Non l’avrei mai detto se avessi saputo che mi avresti intervistato”.
Onestamente non mi aspettavo una simile
reazione difensiva, ma è chiaro che quando si sente che la sua privacy è
stata violata, Kristen è pronta a trasformarsi in “Mamma Tigre”.
L’intera questione, se non si conosce già, ha a che fare con il se è
fidanzata o no con la sua co-star di Twilight Robert Pattinson,
argomento che ha visto più speculazioni dell’origine del certificato di
nascita di Barack Obama.
Le dico che sono sorpreso di tale situazione
visto che la prova è già là fuori sotto gli occhi di tutti sul web – le
foto, i momenti rubati, le fughe di Natale … “Sì, so che è così” ammette. “Gran parte della mia vita è così facilmente reperibile su Google. Voglio dire, è come… andiamo, ragazzi, è così ovvio!”.
Diventa più tesa, forse fin troppo consapevole di quanto ha già detto. “Ma
questo argomento, non credo che ti renda conto che è un grosso problema
per la gente. Beh, è un grosso problema. Sarebbe un ‘Oh. Mio. Dio’ Ci
sarebbe inoltre anche una spaccatura a metà, 50 e 50. Alcune persone
direbbero ancora, ‘Vedi, hai detto che non stanno insieme. “
Kristen è acutamente consapevole di tutte le malelingue nel mondo del gossip. Molto più di quanto lo sia io, a quanto pare. Lei conosce la nomenclatura: i “Robstens” (coloro che pensano che K-Stew e R-Patz stiano insieme), i “Nonstens” (quei fan che pensano che non lo siano) e i “F *** sten”
( quelli che dicono che non potrebbe fregargliene di meno in entrambi i
casi – ma davvero in realtà).
Le chiedo per chi è un grande problema.
Per i fan squilibrati? Per lei e Rob? Cosa la preoccupa?
“Non mi preoccupa affatto. E’
proprio una di quelle cose. Sono egoista. Io sono, tipo, ‘Quello è mio!’
E mi piace tenere tutto ciò che è mio in modo che rimanga in questo
modo.
E’ un gioco poco divertente da giocare ed è un pendio scivoloso.
Dico sempre a me stessa che non esternerò mai nulla perché non c’è mai
un punto o beneficio per me. “
Io dico che forse, dopo l’ultimo episodio di Twilight andare fuori sarà un po’ più facile.
“Sì,
forse. Voglio dire, in questo momento in realtà non è un incubo, è solo
una di quelle cose. Ti garantisco che quando mi sposerò e avrò un
bambino, tutti vorranno sapere il nome di mio figlio e io non lo dirò
per un lunghissimo periodo.
Questo è solo il modo in cui voglio farlo.
Verrà fuori, ma non da me. Si incavoleranno davvero se non lo dico e io
continuerò a dire: ‘No!’ Ho anche il desiderio di spifferare delle cose,
ma ho imparato che non posso farlo.
Non quando ci si rende conto che il
mondo intero è in ascolto. Ecco perché forse sembro così a disagio
nelle interviste, a volte.
Voglio dire, abbiamo parlato di cose segrete e
ho dovuto essere molto di più attenta a ciò, purtroppo. Ma sono
contenta di non essere una di quelle attrici che sono così pronte ad
aprirsi a tutti”.
C’è un qualche consiglio che
vorrebbe dare a se stessa potendo tornare indietro, prima che Twilight
la trasformasse una star mondiale?
“Semplicemente non
preoccuparti così tanto di tutto. Non fustigarti per quelle grandi scene
che non ti appartengono; le cose andranno nella maniera per cui sono
destinate ad andare. E tutta la questione delle interviste e del parlare
al mondo… all’inizio non faceva per me. Fare questo…” Sorride e punta un dito accusatorio. Sta scherzando solo per metà.
“Dici cose tutti i giorni che resteranno per sempre, sono quelle sulle
tue cose personali che interessano di più, ti colgono alla sprovvista,
reagisci stranamente e credi che le persone ti odino. A volte le persone
ti odiano.”
Davvero? Hai avuto la sensazione che i giornalisti ti odiassero?
“La prima volta le persone sono state decisamente aggressive con me. So
che era una risposta alla mia energia. Potevo sentirli pensare. ‘Dai,
cosa c’è che non va in te – stai al gioco.’ Ma non sapevo come e non
sapevo di doverlo fare, nè se lo volessi fare.
Ma non ero provocatoria,
semplicemente non era preparata. E credo che le persone abbiano reagito
male a questo. Ero solo giovane e presa alla sprovvista. Ho fatto
arrabbiare le persone. Pensano che sei un imbroglione.
‘Sta solo dicendo
che è giovane come una scusa: ricomponiti o vattene da questo mondo.’
C’erano delle persone che mi dicevano queste cose. Che ne dite di, ehm, sono un’attrice e non mi interessa assolutamente niente di quello che pensate? Cosa ne dite di questo?”
Ride, si accende una Parliament Light [marca di sigarette] ed espira, sembrando più composta, contenuta e meno nascosta di quanto abbia fatto tutto il pomeriggio.
Come si sente? “Sono una donna di 21 anni che sta bevendo una birra con GQ. Sono soddisfatta.”
Beh che dire in questa intervista lunghissima scopriamo molte cose interessanti ma penso che non vi sia sfuggita la frase "Il mio ragazzo è inglese" ovviamente riferita a Rob.
Cosa ne pensate di quest'intervista??? Ditecelo nei commentiiiii!
In attesa di altre news vi salutiamo.
Bacii!