Cari Twilighters, una giornalista di
Vanity Fair ha visto in anteprima
The Runaways: ecco cosa racconta delle due protagoniste
Kristen Stewart e Dakota Fanning.Alla proiezione riservata alla stampa di The Runaways della scorsa notte a Manhattan, una figuretta con un cappuccio nero in testa è sgattaiolata in prima fila pochi minuti prima che le luci si spegnessero. Sono riuscita a intravedere soltanto un paio di occhi bistrati di kohl e una frangetta nero inchiostro, ma è stato quel trascinarsi inconfondibile che mi ha stupito: “E’ Kristen Stewart?”. Avevo ragione a metà. Era Joan Jett, la pioneristica rocker immortalata nel film dalla Stewart.
The Runaways racconta la storia dell’omonima band – la band tutta al femminile che lanciò la carriera della Jett negli anni ‘70. Racconta di sesso, droga e rock’n'roll, ma con il vantaggio di vedere tutto da un punto di vista femminile. Diretto dalla fotografa e regista di videclip musicali Floria Sigismondi, il film vede tra gli interpreti due delle più ambite giovani attrici di oggi: Dakota Fanning, che interpreta la cantante dedita alla droga Cherie Currie; e Kristen Stewart, il volto del franchise di Twilight (al quale partecipa anche la Fanning). Entrambe le attrici hanno più o meno la stessa età delle loro controparti immaginarie mentre erano al culmine della fama, ed entrambe sembrano desiderose di lasciarsi alle spalle l’immagine tutta occhi da cerbiatta (e i fan base) e di avventurarsi in territori artistici più maturi. A giudicare dal film, ci sono riuscite.
Aggressiva, fredda, e votata alla frenetica – e sensuale – intensità punk, la Jett della Stewart fuma, sbuffa, e si pavoneggia con abbandono, l’energia concentrata strategicamente nelle pelvi (non riesco ad aspettare di vedere come le Twi-hards prenderanno tutto questo!) Una delle scene preferite – e ce ne sono molte – ha luogo in un bagno dove la Jett dà una “lezione” disincantata ad una delle sue compagne di band su come darsi piacere con il soffione della doccia, mentre si immagina Farrah Fawcett. Questa è una donna che si crogiola nella sua meritata cattiva reputazione. “Voglio quello che lui indossa”, dice lei e non viene mai delusa.
Poi c’è la Fanning nei panni della Currie, la gattina bionda che rappresenta la band come un incrocio al femminile tra Ziggy Stardust e Keith Richards. Come la Jett, è una reietta nata in una casa virtualmente senza padre, dove può fare qualsiasi gioco abbia voglia di fare. Si imbatte nelle Runaways per caso (non come la Jett che si prende tutto l’onere con intensità sfrenata) e soccombe facilmente alle infinite varietà di caramelle del rock. La performance della Fanning è sia gelida che convincente, e servirà da ammonimento ad ogni minorenne che vedrà il film (troveranno un modo per entrarci) ed è ispirato a imitare il suo stile di vita (vorranno imitarlo – mi sono ritrovata a volere una sigaretta e una chitarra quando il film è finito).
Mentre non c’è niente che vi sorprenderà in questa storia, specialmente se avete letto la storia delle Runaways, la pura forza del potere femminile che c’è nel film si combina con la ferocia contagiosa della musica (con le impressionanti performance vocali della Stewart e della Fanning) vi farà saltare – in senso buono. Vorrete la soundtrack, per non parlare di ogni album delle Runaways e quelli prodotti da Joan Jett e i Blackhearts, e vorrete assolutamente più Stewart e Fanning.
E cosa vuole Joan Jett? Niente di troppo complicato. Mi è successo di sentirla dire ad una ammiratrice nel bagno delle signore dopo il film, “Voglio solo che il pubblico si diverta”.
Fonte: www.twilightitalia.com
Alle prossime news. Il Team.
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